URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

martedì, luglio 11, 2006
Udite udite, i mondi si raccontano

Ma non la sentite dunque anche voi?
E’ una voce che arriva da lontano, un vento che supera frontiere e distanze.
Ci sono mondi altri che esistono solo se conosciuti e raccontati.
Tocca anche a noi dare ascolto a quelle voci, e permettere ai mondi di raccontarsi.
Si è parlato, qui e spesso, di scrittura invisibile, che non è solo quella impubblicata, ma anche quella circondata da impossibilità a cagione di ostacoli linguistici e per difetto di reperibilità.
La rete è il luogo dove la scrittura invisibile affiora e si sostanzia, dove le voci si fanno testo nelle mani dei lettori, dove ogni mondo, per il solo fatto di essere possibile, esiste.
Così è per i blog del Kirghisistan, o del Togo, o del Caribe.
Non sentite forse anche voi la necessità di quelle voci?
Abbiamo bisogno allora  di una rete di blogger che leggano omologhi esteri di qualsiasi area geografica, che instaurino rapporti con loro per dare inizio a una catena che coinvolga gli stessi autori stranieri nel setacciare le loro realtà.
Abbiamo bisogno di segnalatori, che scovino testi d’interesse.
Abbiamo bisogno di traduttori che sappiano dare corpo alle scritture invisibili.
Insieme, realizzeremo una realtà virtuale che raccolga e organizzi le voci fuori.
Si inizia oggi, si ricomincia dopo le vacanze estive.
(eventuali contatti nei commenti qui sotto, o nella messaggeria di splinder)

Inoltre:
l'invito è rivolto anche da Flounder, che di tutto questo ha colpa.

affrancato e spedito da Effe | 08:54 | commenti (88)

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