URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

lunedì, giugno 19, 2006
Cronache dalla fine del mondo
(profili, uno di cinque)

Non scompariva ancora e del tutto il sole, facendo lunghissime le ombre e la sera.
L’abito lungo lasciava sulla spiaggia increspature leggere, brevi come le notti ormai all’alba.
La donna camminava tra ombrelloni e sdraio, e i suoi passi sapevano dov’era il mare.
Nessuno tra i pochi turisti distratti e fuori stagione la notò.
Solo un uomo stanco aveva sollevato lo sguardo dalla copia di Der Spiegel di due giorni prima, quando ancora era estate, a seguire quei passi che continuavano adesso tra le poche onde e oltre ancora.
Il fondale era basso, coperto appena dall’acquamarina, e la figura della donna restò visibile a lungo nella luce rossarancio.
L’uomo chiamò con un cenno della mano il bagnino, che stava chiudendo gli ultimi ombrelloni della spiaggia ormai deserta.
La donna era adesso solo un vestito da sera che fioriva orizzontale sul mare di ombre e poca spuma, finché anche il vestito fu solo più profondità.
L’uomo domandò al bagnino che cosa ne sarebbe stato della donna.
L’uomo.
Il bagnino.
La donna.
E la sera.
Forse continuerà a camminare fino all’altra sponda del mare.
L’uomo tornò al suo giornale, scontento della risposta.
Camminare fino all’altra sponda del mare. Che assurdità. E’ troppo lontana.
Era autunno inoltrato.
Il grecale girava le pagine di una copia abbandonata di Der Spiegel di due mesi prima, quando ancora era estate.
Il sole era tramontato da alcuni minuti e d’improvviso, ma sulla spiaggia non c’era più nessuno che lo potesse notare.

affrancato e spedito da Effe | 08:39 | commenti (32)

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