URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

lunedì, novembre 21, 2005

La notte delle Scritture (in)visibili


Bello aver sentito volti e visto voci.

Si è parlato di molte cose, nell’intera serata letteraria  e pescarese che ha avuto termine ben oltre la mezzanotte.

Non ne farò riassunto (ché il presente è assai più veloce del passato, e già ne occupa senza appello il posto; e poi, nulla può essere più perfetto di questo).

Residuano però risposte non date per mancanza di tempo e d’occasione, e allora sia la rete dilatazione di quei luoghi.

Si è domandato (dal pubblico) se ogni blog debba considerarsi letteratura, e si è poi anti-futuristicamente affermato (Filippo La Porta) che non esiste un diritto a essere tutti poeti.

E allora, con più precisione: sì, il blog è un genere letterario (e l’affermazione pare abbia creato, con mia soddisfazione, un certo scandalo).

Per intendere il genere-blog, occorrono però canoni e codici diversi e nuovi, e occhi aperti, mentre la scrittura esce nella sua notte di caccia in cerca di preda.

Di certo esistono singoli blog che un diluvio divino – del tutto simile a quello che ha flagellato Pescara nel giorno delle Scritture (in)visibili – dovrebbe spazzare via financo dal ricordo. Ma non è perché esistono pagine di romanzo, o romanzi per l’intero, che dovrebbero per universale giustizia godere del tepore della Gehenna, che si mette in dubbio l’esistenza del genere-romanzo.

Così fa il lettore-editore: ogni giorno stralcia gli inadatti e i molesti, e compone il proprio libro quotidiano fatto di blog vibranti e densi, oppure lucidi e leggeri.

Torna in mente allora Dino Campana quando, nel vendere “porta a porta” i Canti Orfici, prima di consegnare all’acquirente il libro ne strappava lui stesso quelle pagine a suo giudizio inadatte all’interlocutore del momento – raro esempio di libro-blog, con la scrittura-struttura viva e metamorfica anche dopo la stampa.

E allora, per contraddire La Porta : si, perdio, lo siamo, è dannatamente vero, ne abbiamo il diritto assoluto, siamo tutti poeti, cattivi poeti, pessimi poeti, poeti da nulla, poeti a quarti e a mezzo, poeti da condannare con nessuna clemenza, poeti da appendere con la corda alla gola.

Il blog è una cartografia con cui si traducono in segno infiniti mondi.

Da segno a sogno, è questione di vita dura e di poesia.


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affrancato e spedito da Effe | 08:54 | commenti (88)

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