URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

mercoledì, ottobre 05, 2005

Il Miracolismo come fase estrema del Capolavorismo


Son d’umore corrusco, e mi preoccupo anzichenò.

Vano fu, alla prova dei fatti, l’intero trascorrere del lunario settembrino: è da prima dell’estate che il Critico Munifico non segnala il Capolavoro.

Durante la prima parte dell’anno – oh noi, fortunate genti – il Critico Munifico cingeva d’alloro, con verve quotidiana, ogni libro che gli passasse tra le mani, battezzandolo come il Miglior Libro (italiano/straniero/entrambi) degli Ultimi Dieci Anni, incurante del fatto che identico titolo era stato da lui assegnato ad altro manoscritto il dì appena prima, e il giorno dianzi ancora, è così per l’intera settimana, esclusi festivi.

Ora nulla, tace il Critico Capolavorista, non s’infiamma d’entusiasmo, non tesse, pudica Penelope, lodi all’arcolaio.

Che l’intera letteratura mondiale abbia esaurito i propri innumerevoli capolavori?

Ma temo, in verità, qualcosa d’assai più pernicioso.

Prima dell’estate, o lettore, compulsai su Tuttolibri una recensione di Aldo Nove all’ultima fatica (‘na sudata, rega’!)  di Tiziano Scarpa.

La recensione aveva come moderato incipit una frasuccia da nulla:

Il libro di Scarpa è un miracolo.

Proprio così.

Un miracolo.

Ecco che tosto si profila un tristo destino: il Capolavorista superato disinvoltamente a sinistra dal Miracolista.

Son tempi grami.

Comprendo il dramma interiore – ultrapsichico, direi – del Capolavorista.

Constatare che la propria generazione appartiene ormai al passato (già si vendono t-shirt con la scritta Make Capolavorista History) schianta animo pravo e fisico ingobbito.

Hai voglia a consolarti con le veroniche di Busi da Maria de Filippi, per restare in ambito intellettuale.

Dacché anche il Critico Munifico tiene famiglia e deve guadagnare, seppur amaro, un tozzo di pane, gli consiglierei di riciclarsi, proponendosi sul mercato con piglio maggiormente spregiudicato.

À la guerre comme à la guerre, che diamine.

Ricominci esso Critico a recensire con letizia ogni sorta d’almanacco minimamente stampato, e lo impalmi come Miglior Libro degli Ultimi Dieci Minuti.

Voglio vedere chi mai potrà smentirlo.


affrancato e spedito da Effe | 09:20 | commenti (59)

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