URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

lunedì, ottobre 03, 2005

Amanti a perdere


Per vostra colpa anagrafica, probabilmente non avete vissuto il cambiamento epocale del vuoto a perdere.

Peggio per voi.

In effetti, o gioventù consapevole solo di tetrapak e di pvc, un tempo ogni cosa liquida e minimamente ingurgitabile era posta in vendita in un contenitore di vetro, materia nobile e pura oltre ogni dire.

Essa bottiglia doveva essere conservata dopo l’ingollo del bibitone, e il vuoto andava riconsegnato al negoziante, pena la perdita della cauzione versata al momento dell’acquisto.

Con i vuoti si stabiliva così un rapporto durevole e profondo, financo d’affezione, e non una rapida relazione usa e getta come oggidì.

Finché venne poi l’era del vuoto a perdere e delle bibite al sapor plastico.

Ora, vi esorto di repente a un cambio di categoria.

Leggo difatti che una maggioranza delle gentili donne maritate ritiene necessario vivere relazioni adulterine.

Se questo è anche il vostro caso, permettere alcuni distaccati consigli sulle vostre scelte.

L’amante non deve essere troppo bello, né troppo colto, né troppo d’alcuna altra virtù che in eccesso risulti perniciosa all’uopo.

L’importante è che l’amante si comporti da amante, e dica e faccia cose che gli competono, senza eccedere dal proprio ruolo.

Spesso, temo, si confonde l’amante con il Principe Azzurro, ed è errore grave.

L’amante infatti non deve sostituire in parte o del tutto la vostra vita (marito e figli, supponiamo).

Deve invece essere qualcosa di collaterale, un diversivo marginale.

Né è opportuno prolungare oltremodo la relazione. Dovrebbe anzi essere obbligatorio per regio decreto limitare la liaison a sei mesi, massimo un anno.

Al di là del fatto che un usato di sei mesi è ancora ben collocabile sul mercato, insistere oltre questi limiti temporali sarebbe dannoso.

Ancora una volta, da un lato, non si deve correre il rischio che la relazione fedifraga si rafforzi e acquisti importanza fino a sostituire quella regolare.

D’altro canto, un affaire che perduri oltremodo cadrebbe nella ripetitività, nella routine.

E per la noia, permettetemi, avete già i vostri signori mariti.

In definitiva, se proprio avete per necessario un rapporto extra moenia, se proprio riuscite a sospendere l’auto-giudizio morale, se proprio riuscite a crearvi un vuoto di coscienza, ebbene, che almeno si tratti di un vuoto a perdere.


affrancato e spedito da Effe | 09:14 | commenti (47)

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