URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

lunedì, settembre 12, 2005

A data da destinarsi


Da quale momento, da quale limite in poi erano diventati cosi?

E tuttavia non era stato forse  un confine, un movimento rapido dell’anima, ma solo il suo lento rassegnarsi.

Così erano sempre stati, e senza conoscerlo. Il loro così lo portavano dentro fin da prima, dal momento in cui si erano incontrati, ed era poi cresciuto fino a occupare ogni altro spazio, escludendo occasioni e vite.

Era andato in cerca delle vecchie foto in bianco e nero, i volti ancora sorridenti, per accusare nei loro stessi sguardi una consapevolezza, o un destino. Aveva vissuto ancora ricordi per trovare una frase, un movimento, una debolezza.

Ma non c’era nulla a indicare il luogo da cui non erano tornati più. Se era stato un destino, o una debolezza, non aveva decantato tracce.

All’inizio erano stati docili e arroganti, e pieni di futuro. Ma dieci anni appena erano bastati, dieci anni, mioddio, per essere ora così stanchi.

La guardò mentre dormiva al suo fianco, distante. Un sonno ottuso le aveva rovesciato le labbra in un sorriso dischiuso su denti forti, da animale buono.

Non è vero allora che l’anima, durante il sonno, abbandona il corpo e ci rende così simili ai morti. Non hanno i morti quell’espressione inconsapevole, mai. Il loro viso racconta i segni della compiutezza, della definitività.  I vivi, nel sonno, confessano invece d’essere clandestini.

Ma infine era lui a portare maggiore la colpa di tutto. Aveva sognato di desiderare così tante cose, e fingeva un’urgenza che non aveva. Poi, un anno, o forse l’anno dopo, si era reso conto che non c’era nessuna urgenza, nessuna necessità, né desiderio.

Si era arreso. No: si era fatto resa. La resa era cresciuta dentro di lui, fino a divenire quel cosi che adesso era.

Osservava il ragazzo delle foto in bianco e nero. Io sono te tra dieci anni. O tra mille.

“Proviamo a fare qualcosa, proviamo a cambiare” aveva detto lei, senza volerlo davvero.

Ma cambiare come, d’altronde, e da quale momento in poi?

Lui allora aveva scritto un biglietto, un anno, o forse l’anno dopo.

Gli era sembrato tutto così semplice, poi. Sul biglietto c’era una data futura. Quello era un limite, finalmente, e l’occasione, il segno. Spesso apriva il cassetto dove teneva nascosto il biglietto e, dopo averlo controllato, viveva la nuova certezza. La data era quella, così vicina ormai.

Quel foglio garantiva l’urgenza e la necessità.

Controllò ancora che lei dormisse in profondo. Si alzò dal letto che il cielo schiariva appena. Aprì ancora una volta il cassetto, e il biglietto confermò ogni cosa. La data era giusta. Il momento era adesso.

Che fosse un destino, o una debolezza, aveva comunque trovato il segno.

Andò in cucina, percorrendo la casa alla poca luce di quello che ancora giorno non era, mentre soffocava i primi colpi di tosse. Quanto restava da fare non era poi  così difficile.

Con la mano sfiorò la superficie calda del muro, nel punto in cui passavano i tubi del riscaldamento. Lì accanto c’era l’interruttore della luce.

No, non era per nulla difficile.

Una pressione appena, e una rapida alba avrebbe percorso l’aria dell’appartamento, satura del gas lasciato aperto un’ora prima.

Una debolezza.

O un destino.

Adesso.


Abbassò e rialzò l’interruttore, e poi lo fece un’altra volta ancora.

Nulla.

Raggiunse l’interruttore del corridoio.

Niente, nemmeno lì.

Scostò le tendine della finestra che affacciava sulla strada. I lampioni erano spenti, e ogni altra luce intorno.

Un black out.

In quel giorno.

In quel momento.

Tornò in cucina, chiuse il rubinetto del gas e spalancò la finestra. Lesse ancora una volta il biglietto. Era indicato un giorno, e un mese. Nulla più.

Prima di tornare a letto, nascose ancora il foglio nel cassetto.

C’era una data. Avrebbe riprovato un altr’anno.

O forse l’anno dopo.


affrancato e spedito da Effe | 09:21 | commenti (27)

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