URBI ET ORBI.
Questo blog va contro ogni buonsenso.
Andare contro ogni buonsenso, tuttavia, è un buon modo per non arrendersi.
Se avessimo più buonsenso, ci arrenderemmo.
(P. O. Enquist, quasi)

mercoledì, febbraio 02, 2005
Credevasi Caligola e invece fu Pinocchio
invettiva

Benedetto sia l’esercizio illimitato del libero diritto di critica, che nella blogosfera, al contrario che altrove, è tutelato per natura e costituzione.
Leggo quindi con interesse ogni osservazione rivolta all’iniziativa sacripantica, financo quelle palesemente costituite da risibili sciocchezze.
Come nel suo caso, signor Ivan Roquentin.
In fondo, le sciocchezze insegnano pur sempre qualcosa, se non altro a proposito di chi le ha scritte.
Ben venga quindi anche la sua inutile protervia, è sintomo che la democrazia in rete gode di buona forma.
Tuttavia, sul suo pavido blog che censura la possibilità di replica (di grazia, non mi molesti con la trita argomentazione che da lei i commenti non ci sono per evitare la forumizzazione; sono più anziano di lei nella blogosfera e probabilmente nella vita, certi giochini li facevo quando lei s'affaccendava ancora per conseguire la licenza elementare) in un post che precede quello cui è ispirato il titolo della presente filippica in sedicesimo, lei si è rivelato scorretto, rendendo pubblica una parte della corrispondenza privata tra noi intercorsa, ancorché limitatamente a quella vergata dal suo pugnetto nervoso (e avrei ben voluto vedere il contrario).
Non gliel’ha mai detto nessuno, che a far tali corbellerie si finisce con il passare per villanzoni?
Nello stesso post, in sovrappiù, lei riporta alcune stucchevoli menzogne.
E’ inutile girare intorno alle parole: chi mente è un bugiardo.
Lei è un bugiardo, signor Roquentin, se l'abbia per detto.
Facciamo un gioco, uno facile facile (ma se non capisce alzi pure la mano).
Ora enumererò le frottole che lei ha raccontato.
Se l’elenco comprenderà due punti-fandonia, volentieri le riconoscerò il titolo di Bugiardo Conclamato.
Se il punteggio arriverà a quattro, lei sarà nominato Bugiardo Compulsivo.
Se i punti dovessero superare il numero di sei, allora avrà diritto all’ambitissimo trofeo da Bugiardo Patologico, riservato ai veri fuoriclasse del mendacio.

Le bugie del giovane Roquentin.
1) "Perché ho mandato affanculo Sacripante nella persona di Herzog".
Bugiardo.
In nessuna delle mail trasmesse compare mai questa espressione. Evidentemente, all’ultimo le è mancato il coraggio, dacché via mail, al contrario che sul suo blog, la replica è ammessa.
Vero è, invece, che dopo il mio invito a proporre alla redazione di sacripante! un suo contributo, lei ha pietito per ben due volte la gestione di una rubrica fissa sulla rivista. Per ben due volte, le ho risposto negativamente (le avevo domandato una collaborazione una tantum, che diamine, mica un rapporto di coniugio vitalizio).
2) " questo è l'epilogo di un lunghissimo scambio di mails (ne sono seguite altre due a cui non ho risposto per mancanza di tempo e di voglia)".
Bugiardo.
Dopo la lettera che lei riporta, ne ho ricevute altre due a sua firma; o le ha scritte lei, o deve smetterla di dare la password alla signora che viene a farle le pulizie – a meno che, e ne ho il forte sospetto, la stessa non sia in realtà il suo ghost writer.
3) "Comprendo che tu abbia le idee confuse, come non hai mancato di ripetere più volte".
Bugiardo.
L’espressione che io ho usato, a fronte delle sue insistenti richieste circa i nomi dei collaboratori della rivista, fu "Spero di essere stato abbastanza fumoso per i tuoi gusti".
La sua gentile risposta fu che apprezzava molto la mia chiarezza.
Quanto alla confusione, attribuire agli altri le proprie debolezze è fatto fin troppo umano; come condannarla per questo, signor Roquentin?
4) "ottenere attenzioni da un pubblico scelto di "Lipperine" e "Genni" che sono solito evitare come la peste bubbonica (tu no: tu non li capisci ma non li eviti, li critichi in privato ma in pubblico provi a capire)".
Bugiardo.
Io non ho mai avuto motivo, né occasione, di elogiare il Genna in pubblico, avendolo privatamente criticato; ho avuto motivo e occasione sia pubblica che privata di criticare l’operazione editoriale einaudiana curata dalla Lipperini, e di elogiare invece certe prese di posizione sul blog lipperinico.
Quando c’è da pugnare, si pugna, quando c’è da stringere la mano non mi tiro indietro, e chi non sa distinguere tra le due cose rischia di esser accusato di dabbenaggine.
5) "A parte la collaborazione, puoi ritenere conclusa la stessa corrispondenza".
Bugiardo.
A questa sua decisione unilaterale ho ribadito che lo decidevo da solo, quando la mia corrispondenza doveva finire. Lei ha successivamente riconosciuto di aver sbagliato a scrivere quella precisazione, e che era invece interessato alla mia risposta.

Bene, signor Roquentin, il gioco è finito, ora può abbandonare la posa classica da diva del muto, ha presente, quella aggrappata alle tende con il capo buttato all’indietro e un broncio ostinato da bambina capricciosa.
Se il mio pallottoliere non m’inganna, signor Roquentin, lei ha totalizzato cinque punti fandonia.
Per un nulla le è sfuggito il titolo massimo di Bugiardo Patologico.
Un vero peccato, non esser riuscito ad eccellere almeno in quello.

S’atteggiava costui a Caligola, ma pareva ai più un Pinocchio.
L’uno chiamava allo scranno un cavallo, si trasformò l’altro in ciuco; entrambi quadrupedi ungulati, ma non ve ne sfugga la sostanziale differenza.


affrancato e spedito da Effe | 09:21 | commenti (76)

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