Ogni maledetta polemica
Son preoccupato.
La blogosfera mostra inequivocabili i segni di un'incipiente maturità.
Succede la stessa cosa anche a me. Mi sento più maturo. Non gioco nemmeno più con le macchinine. Non tutte le sere, almeno.
Ma son preoccupato.
Perché la blogosfera è matura, e dopo la maturità segue la senescenza, e poi l'oblio.
Un tempo le blogpiazze erano frequentate da lazzaroni e da monelli, subito pronti a gualcirsi la camicia in qualche baruffa nella polvere dei vicoli.
Dopo la gazzarra, si andava tutti insieme al chioschetto dell'angolo, a bere una gazzosa con la menta (che il Gatorade non l'avevano ancora inventato).
Oggi, quei teddy-boys hanno gettato le scarp' de tennis, e al massimo allentano il nodo della cravatta.
Voglio dire, qualche giorno fa ho buttato giù un postino (nel senso: ho vergato un post piuttosto corto) gettando l'esca ai blog musicali. Un invito al flame, ma fatto per celia, per il gusto d'ingannare tempo e tedio.
Poiché la categoria vanta nomi piuttosto famosi, già pregustavo con l'acquolina in bocca i sapidi scambi di commenti che sarebbero seguiti.
Ho atteso a lungo. Molto a lungo.
La bava colata sul mento si ormai raggrumata.
La colpa, lo so, è di quel catecumeno, tale Padre Georg, con la sua regola benedettina, con il porgi l'altro post.
I Buoni Sentimenti ci distruggeranno, io v'allerto. Presto saremo pronti per una trasmissione della De Filippi.
(Padre Georg, una prece: prima della fine, mi benedica. Hai visto mai che anche di Là serva la raccomandazione).