L’uovo di Colombo
Voglio dire, la resurrezione non è neppure la parte più difficile.
In fondo si tratta di un exploit, e chiunque di noi conosce, prima o poi, un momento di grazia in cui riescono cose d’eccezione.
Io, per esempio, una volta ho cucinato un filetto alla Stroganoff che aveva del miracoloso (in realtà avevo letto con attenzione, una volta tanto, le istruzioni per lo scongelamento del piatto già pronto).
E anche voi, suvvia, non siate timidi, potrete ben dare testimonianza di quella volta, o di quell’altra, in cui voi.
Ciò detto, il fatto di risorgere ci può anche stare.
E’ vivere, che è difficile.
Tra mutui, programmi televisivi in prime time, la politica estera, le malattie infantili, la cattiva letteratura, i rallentamenti a ferragosto tra Roncobilaccio e Barberino del Mugello.
Provateci voi, dico.
Si pensava un tempo che gli uomini avessero inventato gli dèi per dar corpo a un desiderio d’immortalità.
E’ vieppiù possibile che siano invece gli dèi a credere in questa sciocca superstizione degli uomini, per trovare infine un che di speranza (e ora chi glielo spiega, agli empirei?)